desidia
formazione
Max TestaQuatra: voci Davide Angeleri: basso
Corrado Falletti: chitarra e voci Andrea Quaglino: chitarra Fabrizio Pedico: batteria Carlo Leccioli: violoncello storia Nati a metà degli anni ’90, i Desidia inizialmente si presentano come un Classic rock-band con la pubblicazione di due album demo (“The Raven” e “Ride my dream”), fino alla svolta del 1998 anno in cui vede la luce il loro primo vero lavoro rigorosamente in italiano, ovvero “Gotica e Lunatica” un concept album costituito da otto tracce cariche di atmosfere originali e ben delineate da partiture, che si trasformano e variano per intensità e colore. Nel 2001 esce l’album più sanguigno della band, ovvero “I racconti del fiore malato”, un l'album più difficile da definire e da collocare nella produzione del gruppo. Ci troviamo di fronte ad un lavoro che fa da spartiacque e per tale motivo non facilmente inquadrabile, seppure si mantenga su generi ormai consolidati e alla base della formazione musicale della band torinese.
Dopo un lungo periodo caratterizzato da un’intensa attività live nel circuito dei locali torinesi, e dalla definitiva stabilizzazione della band, è il momento della registrazione della loro opera, fino a quel momento, più completa e matura: “L'imperfezione”, che verrà registrato nel luglio del 2007. L’imperfezione come elemento costitutivo della natura dell’uomo si presenta in vesti diverse generando uno stato di insoddisfazione e di consapevolezza. A questa azione corrisponde una reazione. Così l’animale imperfetto si contorce nel suo pensiero dando origine alla paranoia, all’auto-eliminazione, alla celebrazione del sé al di sopra di tutto. Ma può anche trovare la forza per capire. L'album raccoglie nove brani inediti dove non compare un genere musicale
predominante: le tracce si susseguono contrapponendo al rock tradizionalmente inteso, un sound più eclettico e personale.
Il gruppo ha ormai acquisito un’identità precisa e la proposta del 2012 dal titolo “L’essenza” ne è la prova effettiva. “Percorso cromatico in quattro atti, labirinto metaforico che si snoda attraverso il cuore dell’essere ed in cui si intrecciano e si incontrano, senza ordine e schema, i quattro elementi fondamentali dell’esistenza, amore-odio vita-morte ognuno di essi rappresentato da un colore.”
Nel 2017 i Desidia hanno pubblicato, “Niente canzoni d'amore”. L'album, caratterizzato da sonorità sostanzialmente rock e da testi profondamente ispirati dalla letteratura alternativa
americana, è stato registrato presso gli studi Rainbow Music di Torino, all'interno del complesso Docks Dora. Dallo stesso album, i brani "La scelta" e "I Sotterranei", sono stati inseriti nella colonna sonora del cortometraggio "Conseguenze", del regista e attore torinese, Giulio Maria Cavallini “In queste canzoni dimorano fantasmi. Carcasse e relitti che affiorano dall’inchiostro di Carver, Bukowski, Burroughs, Kerouac. E noi
ad osservare, sull’orlo del precipizio, il deformato riflesso della nostra essenza”. Dallo stesso album, i brani "La scelta" e "I Sotterranei" sono stati inseriti nella colonna sonora del cortometraggio "Conseguenze", del regista e attore torinese Giulio Maria Cavallini. Nell’estate del 2019, durante le registrazioni per il nuovo album, esce il singolo “Il Vizio Migliore”, brano che, in continuità con il precedente lavoro "Niente canzoni d'amore", propone un'altra possibile relazione tra rock e letteratura, questa volta rileggendo Fight Club di Chuck Palahniuk in chiave rock. il 5 Aprile 2020 esce il video ufficiale del brano "L'Eternauta" realizzato con la collaborazione del film-maker norvegese Dmitry Tkachenko. Il 15/06/2020 è il momento della pubblicazione de “L’Eternauta”, un album intenso, con una genuina anima rock che convive con atmosfere dark che affiorano da tutti i solchi. Nel dramma fantascientifico scritto da Héctor Oesterheld e disegnato da Francisco Solano Lopez, “El Eternauta” è un viaggiatore del tempo che vaga alla ricerca della sua epoca e del suo mondo. Nel concept dei Desidia, L’Eternauta compie il proprio viaggio attraverso l’osservazione privilegiata di piccoli cortometraggi, spettatore unico di epiloghi ed al tempo stesso protagonista e comprimario. "È uno squallido motel sulla strada verso il Messico, è una rapina finita male. E’ un uomo che aspetta il suo destino, ed è il destino che non aspetta te. E’ una landa innevata ed un fiume in piena, è la fine di un amore infinito. E’ il viaggiatore del tempo, é il libero arbitrio e l'alba nel deserto..."

desidia.